Parrocchia Porto

Chiesa S. Maria del Ponte al Porto – Senigallia

Acquasanta

È la benedizione che noi sacerdoti portiamo in questi giorni alle famiglie nelle loro case. Mi dà l’occasione di parlare con chi vedo raramente, di conoscere famiglie e persone nuove, di spendere due parole per informarmi sulla vita dei parrocchiani. Trovo tanta preoccupazione e forti angosce sui volti che incontro, ma rientro a casa arricchito: ho tessuto legami più stretti con chi ho incontrato. In genere la gente aspetta, anche se qualcuno risponde che non vuole la benedizione senza nemmeno aprire la porta di casa, oppure non si fa volutamente trovare, sembra che faccia paura un parroco che porta la Benedizione di Dio. In altri casi è difficile trovare le persone in casa ma – se desiderano la benedizione – lasciano qualcuno che apra per loro o chiamano per fissare un altro momento. Non lascerei mai la benedizione alle famiglie: i contatti diretti con la gente sono insostituibili. Parlare con una mamma a cui è nato da poco un bambino è sempre una forte emozione e magari si fissa anche il Battesimo, come anche benedire un malato infermo e magari concordare di ripassare a portare la Comunione. Oppure rivedere i ragazzi e i catechisti, a casa loro, nel loro ambiente.

Il nostro bussare alle porte delle case, il nostro discreto affacciarci nelle luci e nelle ombre delle famiglie, assume un valore prezioso. Un gesto controcorrente, che dovremmo imparare a valorizzare di più e meglio, scoprendone la dimensione autenticamente missionaria, dedicandovi forse più tempo e facendone occasione di dialogo e di rinnovata conoscenza delle persone, delle loro vicende, del loro itinerario umano e spirituale.

Dopo tutto la benedizione delle famiglie, pur con qualche rifiuto o l’indifferenza e l’imbarazzo che a volte si percepisce, ma anche con tanta speranza che porta con sé, può essere davvero il segno discreto di un vangelo che è annuncio e proposta libera e disinteressata, in quelle periferie tanto care a Papa Francesco.

orario acqua santa 2014