Parrocchia Porto

Chiesa S. Maria del Ponte al Porto – Senigallia

Arte e storia


Chiesa Parrocchiale Santa Maria del Ponte al Porto

Arte e storia

“Chiesa Santa Maria del Ponte al Porto”

La chiesa intitolata alla Madonna del Ponte ricorda nel nome l’importanza dell’unico ponte sul Misa che collegava la città alla zona portuale, in corrispondenza dell’adiacente via Cattaro. Sorge a poca distanza dal porto e dal fiume un tempo navigabile per le imbarcazioni cariche di mercanzie, che giungevo in città ai tempi d’oro della Fiera Franca di Sinigaglia.

Nel rione Porto esisteva da secoli una chiesetta in qui i “portolotti” veneravano un’immagine della Vergine Maria e di S. Nicola protettore dei naviganti. Nel 1628 venne eretta da Fra’ Antonio Barberini la prima Parrocchia del Porto, affidata ai Padri Domenicani che avevano anche la Vicaria del Sant’Uffizio. Questa chiesa, demolita nel 1702 poiché il tempo e l’umidità l’avevano irrimediabilmente deteriorata, fu ricostruita con le offerte dei pescatori e degli abitanti del quartiere. L’edifico, come i precedenti, aveva l’ingresso rivolto verso il mare su l’attuale via Cattaro. Rimase in uso per quasi cento anni, finché Papa Pio IX nel 1857 farà riedificare dalle fondamenta la chiesa e la casa parrocchiale.

L’attuale edificio, progettato dall’architetto senigalliese Giuseppe Ferroni, venne pensato con la facciata rivolta a sud e su terreno rialzato per evitare i danni delle frequenti esondazioni del Misa e l’imitare l’umidità che aveva afflitto le costruzioni precedenti. Riaperta al culto nel 1858 con la posa della pala d’altare, dono del concittadino Papa Pio IX, che raffigura la Madonna del Ponte, compatrona insieme ai Santi Andrea e Nicola di Bari protettori della gente di mare.

Dettagli dell’architettura neoclassica marchigiana che caratterizzano l’edificio:

All’esterno – Sul fronte presenta lesene giganti di stile dorico, la finestra termale, il timpano, il cornicione in laterizio e la scritta che connota la facciata di un edificio pubblico; sulla parte alta dei muri laterali tre finestroni a mezzaluna inondano di luce la navata, sul lato che affaccia in via Cattaro è curioso notare l’accenno di due porte tamponate e parzialmente coperte dal manto stradale che ricordano l’entrate principali delle costruzioni precedenti.

All’interno – L’unica vasta navata è scandita da colonne ioniche, catino e soffitto a volta sono decorati da cassettoni di varie forme geometriche.

Altare Maggiore – La pala d’altare rappresenta “La Madonna del Ponte e i due Compatroni” ed è opera del pittore Luigi Cochetti (Roma 1802-1884).

Parete destra – Sul lato destro e collocato il dipinto “S. Francesco di Paola” del pittore Guglielmo De Sanctis (Roma 1829-1911). Veniva qui conservata anche “La Madonna di Costantinopoli”, dipinto cinquecentesco, che secondo tradizione, fu portato a Senigallia dai reduci della battaglia di Lepanto (1571) al seguito di Francesco Maria II Della Rovere e donato alla Chiesa da Vittoria Farnese; purtroppo questo quadro è stato trafugato nel luglio 2004 e da allora se ne sono perse le tracce. In una nicchia la statua in pietra che raffigura S. Andrea Apostolo recuperata dalla facciata della chiesa precedente. Troviamo inoltre il quadro “La Madonna della Misericordia” detta Madonna Bedini, piccolo dipinto sei-settecentesco proveniente dalla cappella gentilizia che si trova in via Mamiani.

Parete sinistra – All’ingresso due sculture in marmo bianco: un busto di Pio IX proveniente dalla villa Mastai De Bellegarde in località Le Grazie, dello scultore Pietro Tenerani (Carrara 1789 – Roma 1869) allievo del Canova e una pregevole statua di S. Agnese opera dello scultore Gianfredi, con piedistallo ornato dal bassorilievo che ricorda un episodio miracoloso. Il dipinto “S. Vincenzo Ferreri” opera del pittore Domenico Bartolini e il grande Crocifisso ritenuto del tardo quattrocento che, secondo una pia leggenda, sarebbe stato trovato in mare dai pescatori senigalliesi.


Opere conservate nella chiesa del Porto: